E’ arrivato Oliver

Oliver

Oliver, un bellissimo cucciolo di labrador, color cioccolata, di appena 3 mesi è entrato a far parte della nostra famiglia. Siamo tutti strafelici.

Sono sempre felice, sai perché?

Sono sempre felice, sai perché? Perché io non mi aspetto niente da nessuno, l’attesa fa sempre male. I problemi non sono eterni e hanno sempre una soluzione. L’unica cosa che non ha soluzione è la morte.

Non permettere a nessuno di offenderti, di umiliarti. Non devi assolutamente farti abbassare l’autostima. Le urla sono l’arma dei vigliacchi, di coloro che non hanno ragione.

Troverai sempre persone che ti vogliono dare la colpa del loro fallimento ma ognuno avrà ciò che merita.

Goditi la vita perché è molto breve, amala pienamente e sii sempre felice e sorridente, vivi la tua vita intensamente. E ricorda: prima di discutere, respira; prima di parlare, ascolta; prima di criticare, esaminati; prima di scrivere, pensa; prima di far male, senti; prima di arrenderti, prova; prima di morire, Vivi…

William Shakespeare

Che cosa significa “vivere il presente”?

Che cosa significa «vivere il presente»?

Significa godersi al cento per cento ciò che si sta facendo mentre lo si sta facendo, senza pensare: domani devo alzarmi all’alba; ieri non mi sarei dovuto comportare così; spero di finire presto, così appena torno a casa accendo il computer e finisco quel lavoro prima di andare a letto; non dovrei essere qui…

Significa essere nelle cose che si fanno mentre le si fa, traendo il massimo benessere psicofisico dalle proprie occupazioni, di qualunque tipo siano.

Gli esseri umani hanno spesso un problema con il tempo: o sono troppo sbilanciati verso il passato, i ricordi, i rimpianti, o sono già proiettati nel futuro, a qualche aspettativa, all’ansia di vedere un progetto finito.

Tutto questo distoglie dal momento presente.

A livello metaforico è come se le persone si dividessero tra coloro che sospirano spesso e coloro che trattengono il respiro.

In realtà gioire del momento, respirare appieno, significa ampliare
al massimo le proprie capacità percettive e godere di ogni attimo di vita in modo consapevole.

Da “Un medico per amico” di Fabrizio Duranti.

Se riesci (Rudyard Kipling)

Se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno a te la perdono e ti mettono sotto accusa…

Se riesci ad avere fiducia in te stesso, quando tutti dubitano di te,
ma a tenere nel giusto conto il loro dubitare…

Se riesci ad aspettare senza stancarti di aspettare
o, essendo calunniato, a non a non rispondere con calunnie
o, essendo odiato, a non abbandonarti all’odio
pur non mostrandoti troppo buono
ne parlando troppo da saggio…

Se riesci a sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni…

Se riesci a pensare senza fare dei pensieri il tuo fine…

Se riesci, incontrando il successo e la sconfitta, a trattare questi due impostori allo stesso modo…

Se riesci a sopportare di sentire le verità che tu hai detto
distorte da furfanti che ne fanno trappole per schiocchi
o vedere le cose per le quali hai dato la vita distrutte
e umiliarti e riscostruirle con i tuoi strumenti ormai logori…

Se riesci a fare un solo fagotto delle tue vittorie
e rischiarle, in un solo colpo, a testa o croce
e perdere, e ricominciare da dove iniziasti
senza mai dire una parola su quello che hai perduto…

Se riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi a sorreggerti
anche dopo molto tempo che non te li senti più
e a resistere, quando ormai in te non c’è più niente
tranne la tua volontà che ripete: resisti!

Se riesci a parlare con la canaglia, senza perdere la tua onestà
o passeggiare col Re, senza perdere il tuo senso comune…

Se tanto amici che nemici non possono ferirti…

Se tutti gli uomini per te contano, ma nessuno troppo…

Se riesci a colmare l’inesorabile minuto con un momento fatto di sessanta secondi
tua è la terra e tutto ciò che in essa è
e, quel che più conta, sarai un uomo, figlio mio…

Il basso, la fanfara e Luca

La fanfara dei bersaglieri fa il suo ingresso in centro città ad Amburgo (Germania) nel 1981; io sono il secondo partendo da destra. 

Qualche giorno fa ho ricevuto un messaggio privato su Facebook inviatomi da una persona con la quale ho trascorso alcuni mesi del mio periodo di militare, svoltosi nel lontano 1981.

Dopo aver letto il testo del lungo messaggio scritto da Luca Cantelli, anzi già durante la lettura, mi sono un po’ emozionato, anche perché faceva riferimento ad un periodo della mia vita molto lontano e privo dei problemi e delle preoccupazioni che contraddistinguono la vita di un adulto.

Mi sono anche emozionato perché mi ha consentito di riflettere sul fatto che, a distanza di così tanti anni, quando si instaura un buon rapporto tra le persone, il ricordo di quei momenti rimane vivo.

Per chi non conosce la mia giovinezza, debbo precisare che all’età di 14 anni iniziai a suonare il basso tuba, uno strumento a fiato di grandi dimensioni, presso la banda musicale di Govone (in provincia di Cuneo). Negli anni successivi suonai anche sia il basso elettrico che la chitarra elettrica in alcuni gruppi musicali locali.

Il livello di bravura musicale da me raggiunto non è comunque mai stato eccelso.

Durante il periodo della leva militare, entrai a far parte della Fanfara dei bersaglieri a Legnano (in provincia di Milano) e mi trovai a suonare a fianco di ragazzi diplomati al Conservatorio ed anche di ragazzi con un livello musicale pari al mio.

A dicembre del 1981 terminò il mio periodo di militare ed anche il mio periodo di musicista. Ad oggi uno dei miei sogni nel cassetto è quello di riprendere a suonare uno strumento musicale.

Luca Cantelli oggi è un musicista professionista, diplomato in contrabbasso.

Ecco il messaggio che Luca mi ha inviato.

Ciao carissimo Cartello sono Cantelli…..grande somiglianza di cognome!!! Colgo l’ occasione non solo per salutarti ma anche per ringraziarti per quella pazienza praticamente ZEN con la quale mi hai introdotto, attraverso fantastiche lezioni sotto le betulle antistanti al posto prove della fanfara, alla pratica di quello strumento che era per me assolutamente sconosciuto…..non so se ti ricordi ma….fui ingaggiato dal caporale Righini a Bergamo in seguito alla mia disponibilità a suonare il basso. Io in realtà sulla carta e sui miei dati avevo scritto: io suono il basso…..pensando al basso elettrico…..quando il maresciallo Leuzzi si accorse dell’ equivoco, mi ricordo che si fece una risata clamorosa…..che al momento non capii….poi preso dalla creatività, ti ordinò di istruirmi…..e lo hai fatto con grande maestria. Mi commuovo mentre te lo sto scrivendo e credo che stia trasmettendo in un certo senso ai miei allievi anche un po di quella fantastica energia che mi hai trasmesso in quei momenti. …note lunghe!! Note lunghe!! Ps …..poi non ho più preso in mano quel fantastico strumento poiché ero innamorato delle corde….e mi sono diplomato in contrabbasso. …ma un giorno ci riprovo….e chissà…..ti chiederò qualche consiglio!!! Grazie di cuore e tanta gioia a te e alla tua famiglia, maestro.